Link Consigliati dal 29.2 al 5.3.2012

_Ogni giorno su Twitter segnalo i link interessanti in cui incappo mentre mi documento per il mio lavoro. Riscuotono un certo successo, quindi ho pensato di condividerne alcuni anche qui sul sito. Parte così Link Consigliati, rubrica settimanale e sperimentale._

Your Favourite Programming Language is Not Good Enough

“Why are so many developers so very emotional when it comes to their favourite programming language? Considering that no language can (yet) magically translate the perfect idea in your head into machine code, all of them exist on a scale of badness – they all limit you more than your own thoughts or the hardware does.”

The Elements of a Clean Web Design

“Clean, simple web designs have become a popular trend. This article will cover the subject through a two-part discussion. First, we’ll talk about a few traits that clean designs tend to have in common. Secondly, I’ll share some tricks and techniques that can be helpful when trying to achieve a clean design.”

httpstatus.es

Database of HTTP status codes with their IETF and Wikipedia descriptions

Graphic designers are ruining the web

“What happens when you click on a weblink? Here’s one answer: a request goes from your computer to a server identified by the URL of the desired link. The server then locates the webpage in its files and sends it back to your browser, which then displays it on your screen. Simple.”

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Sui Vantaggi del Programmatore Poliglotta

Per gran parte della mia carriera sono stato un programmatore client/server specializzato nel .NET Framework e in tutto quel gira intorno all’ecosistema Microsoft. Un paio di anni fa ho deciso di uscire dalla mia _comfort zone_ professionale, guardarmi attorno e, per citare qualcun’altro, andare a vedere quanto è profonda la tana del Bianconiglio.

Tempo libero a disposizione non ce n’era. A quarant’anni tra lavoro, famiglia e attività agonistica mi rimaneva solo la via del furto: rubare ore al sonno per dedicarmi allo studio di nuovi linguaggi e piattaforme. Prima è stato il turno di JavaScript, poi di Python, Django, Ruby e infine Node e MongoDB. Ora mi considero un programmatore poliglotta, capace di scrivere codice in una moltitudine di linguaggi.

Eppure in passato sono sempre stato convinto che fosse più produttivo concentrarsi su una sola piattaforma per conoscerla fino in fondo e sfruttarne al meglio le possibilità. Sulle ragioni che mi hanno indotto a prendere quella decisione potrei scrivere una decina di articoli, e magari lo farò prima o poi, ma quel che desidero condividere oggi sono le lezioni che questa esperienza mi ha insegnato.

A dire il vero ci ho già provato una volta, buttando giù appunti e abbozzando un articolo poi miseramente abbandonato. Per fortuna qualche giorno fa sono incappato in Advantages of Being a Polyglot Programmer, stupefacente articolo di Davy Brion. Il suo è precisamente il pezzo che io non riuscivo a scrivere, parola per parola. Davy elenca quelli che secondo lui sono i cinque principali vantaggi del programmatore poliglotta. Io ne aggiungo uno e ve li propongo – fate conto che sia io a parlare attraverso lui, o viceversa.

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