Ecco Cloud9 IDE la Piattaforma per Programmare nel Cloud

Cloud9 IDE logoSe crei applicazioni per il web non avrebbe senso svilupparle online? Con questa domanda e con uno slogan ben congegnato (Il tuo codice sempre disponibile, ovunque tu sia) Cloud9 IDE si presenta finalmente al pubblico. L’idea iniziale era una piattaforma online condivisa e open source per sviluppare codice JavaScript direttamente nel browser. Talento e ambizione hanno consentito di puntare più in alto e Cloud9 è diventata una piattaforma completa per la produzione di software in the cloud (PaaS). Ma vediamo meglio di cosa si tratta.

Già un mese fa presentando il Progetto Orion accennavo a Cloud9, allora in beta avanzata. Erano disponibili pochi dettagli e soprattutto mancavano i prezzi. Partiamo dalle caratteristiche salienti.

Punti di forza

Cloud9 si vanta di possedere il miglior editor online per linguaggi dinamici. In effetti l’editor è un progetto originale Mozilla (Skywriter), poi integrato in Ace. Il codice viene convalidato in tempo reale ed è possibile fare debug e lanciare applicazioni direttamente dal browser. Molte le funzioni per la collaborazione: chat integrato, modifiche condivise in tempo reale, team management e, dulcis in fundo, integrazione completa con GitHub (una UI per GitHub è in lavorazione, al momento è disponibile la classica linea di comando). Vedere per credere:

Editor per linguaggi dinamici integrato nel browser

Convalida del codice JavaScript in tempo reale

Chat intengrato in Cloud9

Gruppi di lavoro

Run e Debug online

Integrazione con GitHub

Team Management

Accedi al codice ovunque tu sia

Linguaggi e Frameworks

JavaScript naturalmente è supportato al 100%. Ruby anche, seppure parzialmente. Cloud9 mira a integrare tutti i linguaggi e i framework più diffusi. Per quanto riguarda i linguaggi della galassia Microsoft per ora nulla da fare (ma c’è sempre CodeRun), anche se ho colto un (molto) blando accenno a un futuro supporto per Mono. Cloud9 supporterà il one-click-deploy su altre piattaforme cloud e il mounting di drive locali per consentire l’accesso ai files remoti da parte di applicazioni esterne. Insomma il menù è ricco e invitante, bisognerà vedere a che ritmo si succederanno le implementazioni.

Piani tariffari

Qui la faccenda si fa ancor più interessante e per certi versi sorprendente. I progetti open source possono accedere a Cloud9 gratuitamente. Quelli commerciali possono scegliere tra due piani tariffari, uno giornaliero (€0.33/giorno) e uno mensile (€39/mese). Il piano giornaliero mi incuriosisce parecchio. Se ho ben capito si pagano solo i giorni di uso effettivo, se così fosse si tratterebbe di una soluzione davvero valida oltre che originale. Ad ogni buon conto è previsto un periodo di prova di 30 giorni.

Coraggio!

Sono intrigato un bel pò, l’avrete capito. Le titubanze sono legittime, per carità. Sicurezza e riservatezza sono aspetti importanti; queste piattaforme cloud potranno garantirle? Molti di noi hanno superato da tempo queste paure appoggiandosi (per progetti aperti e privati) a GitHub, Mercurial e altri servizi repository. E’ forse giunto il momento di cominciare a sporcarsi le mani. Prima o poi dovremo farci i conti comunque, non credete?